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postato da cominciare alle ore 18:33
venerdì, 24 aprile 2009

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Giro svogliato fra i corridoi della nave in allestimento; l’interno di questa enorme balena metallica assomiglia sempre più ad un alveare. Molte sezioni sono ancora da sistemare, parte delle paratie vanno ancora saldate, altre sono già in via di arredamento. Gli operai, a sciami, si dirigono in ogni direzione per organizzare le mille cose che restano da controllare. Si organizzano doppi turni per il montaggio delle parti meccaniche e per gli allestimenti dei locali principali. Sono tutti volenterosi e pieni di energie, tranne io che fremo dentro una furia folle, incomprensibile. Qualcosa di impalpabile aleggia sempre attorno al mio corpo, sospira alle mie spalle ed io sono nell’impossibilità di poterla individuare fisicamente. Lei però mi dimostra la sua esistenza con tangibile insistenza perché riesce ad agire sui miei pensieri e sulle mie azioni con un’audacia ammirabile. Ogni pomeriggio il nuovo cameriere, Pedro, mi porta del te caldo; sempre alla stessa ora. Mi aspetta in piedi a poppa con il termos in mano: la sua attenzione particolare, un atto di deferenza per il suo superiore, m’intenerisce. E’ l’unico momento in cui la mia anima smette di tormentarmi permettendo ai miei nervi di trovar riposo. Se lo venisse a sapere il cuoco di bordo, mi terrebbe il grugno per tutta la durata del cantiere senza contare i mugugni e le recriminazioni che continuerebbe a fare a tutte le ore. Meno male che ha il suo bel da fare per organizzare il suo regno. Il tono vibrante e imperioso delle sue colorite esclamazioni rimbombano lungo i corridoi che portano alle cambuse. Ha da ridire con i forni che sono stati ordinati e c’è da capirlo perché se poi la cucina non funziona come si deve diventerebbe lo zimbello di tutta la nave. Macchinari, frigoriferi e provviste sono sulla banchina di carico e aspettano di essere portate a bordo. Horta sta lavorando con il nostro nuovo primo ufficiale per controllare le tubazioni dell’acqua. Osservare una nave in allestimento equivale a capire la qualità, la natura, dell’amore per il mare; un amore totalmente differente da qualunque altro che non ti abbandona nonostante a volte la vita del marittimo riesca a trascinarti dentro ad orrori. Crea una dipendenza anche in quei momenti estremi con una dedizione e sacrificio di sé totale. La settimana scorre così, fra mille preoccupazioni di carattere ordinario mentre la nave inizia a prendere la sua forma definitiva. La sera si esce a bere senza che ci siano grosse novità. I miei colleghi si eccitano con le ragazze del porto sempre allegre, troppo bionde. Qualche volta nel pomeriggio, per sfuggire alle ubriacature prodotte dalle emanazioni del greggio, delle vernici di certe pulizie alle tanche, organizzo una riunione presso l’ufficio del cantiere. Lì finalmente possiamo fumare senza pericoli, bere un bicchiere di vino rosso e discutere sull’andamento dei lavori.

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