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postato da cominciare alle ore 15:46
domenica, 24 agosto 2008

 

s u p e r a m e n t o   i n d i v i d u a l e  

Avevo ripiegato dal blu del cielo, dal verde intenso delle colline e poi ancora a nascondere la prospettiva dietro i fiori di un balcone, il vetro di una finestra, la polvere della mia scrivania. All’inizio era stato un atteggiamento naturale; era già tanto che una come me fosse sopravvissuta così tante volte. La polvere mi teneva calda d’inverno e mi riparava dalla luce d’estate e - immersa nel silenzio - provavo terrore all’idea di ritornare a correre lungo le misteriose e spettrali reti di comunicazione come un roditore o essere come una cimice, testimone di una metropoli cavernicola. Qui ho cercato di costruirmi un mondo a livelli differenti e mobili per il superamento dei miei limiti e adesso attendo paziente la trasformazione dei miei tessuti cellulari ( li vorrei cangianti), pronti a strappare la modestia di un unico pensiero.

(una moltitudine di esili ali setose si spiegaro: per qualche istante la notte s’illuminò a giorno)

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