G come Guardare
lo sapete cosa c'è sopra la mia testa?
non serve che me lo diciate, mi basta chiudere gli occhi per poter vedere.
B come basta
ps: ognuno di noi ha una tonnellata di "basta" sparsi ovunque lungo il corpo, nelle tasche, dentro le scarpe consumate dalle vita; elencarli tutti non serve, come è assolutamente inutile urlarli...ormai siamo così tanto soprafatti dai nostri disagi che non siamo neanche più capaci di ascoltare gli altri.

N come nostalgia
Lo vedi quel chiodo storto appeso al muro? Si, quello accanto alla libreria!
ecco, guardarlo mi dà una di quelle pene, eppure...eppure non sopporto l'idea di tirarlo via,
perchè ho l'illusione che da un momento all'altro qualcuno - chissà un amico o la donna di servizio - mi chieda:
ma lì c'era appeso qualcosa? ed io allora risponderi pronta:
c'era un disegno che avevo fatto da bambina.
Subito,
istantaneamente mi sarebbe tornato in mente quel pomeriggio assolato e
il profumo della mia infanzia fatto di niente e di fiori.
Allora proverei conforto a riscoprirei ancora
quanto riuscissi ad essere felice col niente
ed una meravigliosa, stupefacente nostalgica bellezza
mi accarezzerebbe l'anima una volta di più.
O come O
O come lo stupore, come la perfezione indiscussa,
O come lo zero che è nulla e la metà del tutto
come il sistema binario che necessita dell'uno per esistere
O come il pianeta Terra, ma poi la mente non riesce a contenere il suo pensiero
e sconfina attorno all'Universo...
al pieno delle stelle e al vuoto dell'antimateria.
Ooo è la scoperta di un bambino
la soddisfazione di un artista, il sospiro di una donna,
è l'equilibrio dell'emozione,
è un occhio che sa guardare, l'inizio della vita.
E' la semplicità scarna ed essenziale
è come vorrei essere io
e non sono.
C come
Clacson
Tornando a casa Josè si fermò a Fuente de Pietra, scese dal suo mezzo
e comprò dodici uova fresche ancora calde, un chilo di salsicce.
Nel negozio accanto acquistò un cartone di pesche nettarine;
avevano un aspetto eccellente.
Ripose la spesa nella borsa di cuoio legata al sellino,
mentre le pesche le incastrò dentro il giubbotto di pelle.
Gli piaceva fermarsi a far compere lassù, i contadini erano gentili
ed avevano occhi sorridenti. Non c’era mai niente di servile in loro,
piuttosto la soddisfazione dell’amore per il loro lavoro.
La sua moto si accese a stento,
dopo anni di onorato servizio si poteva permettere qualche capriccio,
ma poi riprese a “bofonchiare” di buon grado.
Voleva arrivare a casa di fretta per addentare una o forse due pesche prima di cena,
ma ad ogni curva - là in basso - il mare satinato si sottometteva
ad un cielo oro che quasi abbagliava.
Decelerò tanto che le automobili dietro di lui cominciarono a suonare impazienti,
ognuna con un timbro differente.
Curva dopo curva intonarono una canzone,
quasi una melodia per le orecchie di Josè che si divertiva
ad abbinare ad ogni suono un viso
fino a formare una vera banda di musicisti.
- Ah, che bello essere in campagna, fuori da quel buco di città,
fuori da quella stanzina polverosa del suo ufficio,
qualunque cosa accada.