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postato da cominciare alle ore 19:11
lunedì, 26 febbraio 2007

Il raggio si rinfranse sul bicchiere

andò a colpire di sbieco gli occhi di  Renè

che dritti fissavano quelli della donna di fronte a lui.

Lei era seduta. Un bimbo era addormentato sulle sue ginocchia.

Mentre lo sguardo della donna restava fisso su di lui

quello del suo compagno non più.

A Renè scocciava che altri occhi potessero vedere

il frutto dei suoi trentatre anni, il pegno di ogni giorno di vita,

mescolato con qualcosa di più segreto,

capace di denunciare la sua folle passione.

Tutto intorno non poteva esserci più calma, più silenzio di così.
Tirando fuori dal pachetto una sigaretta
la picchiettò sul tavolino.
Crescerà - disse lei ad un tratto -
perderà  questa spensieratezza,
l'incoscienza di se
che gli permette ora di sognare.
Renè sorrise,
 poi pensò
qual'è il mio compito?
forse l'unico
è nascondergli le verità di questo mondo
perchè possa vivere
il suo tempo in modo  pulito
Lei era come se fosse stata capace di ascoltare
i pensieri dell'uomo. Ricambiò il sorriso
e si disse fra se:
cosa sono le poesie che siamo capaci di creare
se non la nostra coperta per la notte...
fu a quel punto
che l'ultimo languido raggio di sole
perse le forze
scivolando dal caramellato colore del brandy
al logoro legno del tavolo
per ultimo
accarezzò lievemente
il volto del bambino,
e le gambe della donna
prima di dissolversi definitivamente
dentro le prime ore della sera

 

 

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postato da cominciare alle ore 15:49
domenica, 25 febbraio 2007

 

ecco

sono passati i "sette" giorni dal mio viaggio

di sette giorni in un isola disabitata

e mi sono dimenticata del valore profondo della meditazione.

Conosco ogni pietra della mia città

e lei conosce ogni parte di me

e per questo, mi possiede

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postato da cominciare alle ore 13:15
venerdì, 23 febbraio 2007

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postato da cominciare alle ore 12:30
venerdì, 23 febbraio 2007

carissimo aspettavo la tua risposta.
norma e normale derivano dalla radice latina
norma che è la squadra del falegname;
normalis quindi assume la definizione di fatto in squadra.
nel sedicesimo e diciasettesimo secolo normal in inglese assumeva la stessa valenza,
è solo di recente,
dall'ottocento che il significato copre uno spettro più ampio
deformandosi in medio,
usuale perfino.
che meraviglia la storia...
e pensare che al liceo la odiavo tanto.
ora capisci il perchè del tuo post sulla politica italiana?
certi valori, che confinano nel rispetto...
che parolona dimenticata,
non dovrebbero essere mai storpiati.
ma la natura dell'uomo è sempre tesa
a deformare a proprio uso e consumo verità e storia.
mi dici spesso che sono criptica...
forse hai ragione
o forse salto dei passaggi
che nella mia testa sono chiari, ma troppo veloci.
La guerra chiede che le sia data una moralità,
un senso strettamente legato ai valori...
e cosa sono i valori
se non ciò che noi dovremmo avere chiaro in mente
come "possibile normalità" del giusto?
così incredibilmente la guerra dispensa un suo senso
che non è il guadagno,
ma è ciò che si scopre sempre e solo nel mezzo del suo caos.
Il vil denaro è solo il punto di partenza di una guerra.
...quanta immoralità c'è allora in questo mondo,
quanta mala-interpretazione del vero e primitivo senso delle cose!!!!
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postato da cominciare alle ore 16:49
giovedì, 22 febbraio 2007

una tentazione
più forte della volontà
più veloce del pensiero
indipendente e sicura di sè
.
una tentazione
è divenuta realtà
senza il bisogno di una sola parola in più
così
ho sciolto l'ormaggio
e la mia anima si è staccata dalla boa
 .
Il mio cuore
non si è ancora messo in moto
ma per inerzia,
per la corrente della vita
sorprendentemente
mi sono allontanata
.
Non so descrivere
come sia potuto accadere
che, in pochi secondi,
io sia già così lontana da te.
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postato da cominciare alle ore 12:02
giovedì, 22 febbraio 2007

sento i battiti del mio cuore,

sento i palmi delle mie mani

sento la tensione dei miei muscoli

e il mio sguardo allienarsi al vento della mia unica freccia

in questo momento

in cui precipito con una miriade di cose -

uomini, donne, bestie, raccolti, anni...

...........................................

siamo bellissimi...............

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postato da cominciare alle ore 10:23
giovedì, 22 febbraio 2007

esisto da diverse decine di anni.

Sono stata una bambina e poi

un anno dopo l'altro

ho raggiunto l'altezza che ho ora e l'ho mantenuta

avrei potuto perderla, morire per esempio

eppure, nonostante tutte le imprudenze commesse

sono ancora in piedi, respiro

dalle mie narici esce un'aria tiepida e umida.

senza volerlo, senza che io abbia dedicato una particolare cura alla mia persona

esisto, non sono morta,

sento di appartenermi ancora tremendamente.

é una forma di vittoria?

Nella storia i vinti sono molto più amati dei vincitori

La mia storia è sospesa a metà

fra la vittoria di essere arrivata fino ad oggi

e l'incertezza di non sapere

se questo tempo lo ho gettato via lasciandolo solo consumare.

 

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postato da cominciare alle ore 17:52
martedì, 20 febbraio 2007

è tutto il giorno che mi arrovello con i parametri:

quelli stabiliti dalle leggi,

quelli medici, della filosofia,

quelli storici, ed ecco il confronto generazionale,

quelli didattici, i così detti valori culturali della società,

fino a scontrarmi con il significato della definizione

"normalità"

che in prima istanza definisce il maggior numero di cose,

e in seconda prescrive come sarebbero potute essere.

Allora mi domando: Come si sarebbero ancora trasformate

nel valore della definizione

se i due significati si fondessero?

La media diventerebbe il nuovo valore dello Standard,

anzi la parola stessa "standard" sarebbe...

...usuale, ordinario, regolare

o ancora peggio...

ideale, conforme alla media.

Come è facile scivolare nell'equivoco del

..."ciò che fa la maggioranza delle persone

è ciò che andrebbe fatto.

Di questo passo mi cercheranno di convincere che anche la guerra

che è un inferno

sia giusto che sia un inferno.

In definitiva

è giusto che venga fatta

assieme alle sue molteplici complicanze.

Quindi la nomalità

è quell'abominevole condizione

nella quale è lecito sospendere ogni tipo di moralità?

 

 

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postato da cominciare alle ore 19:45
lunedì, 19 febbraio 2007

 siamo tutti profughi

...  solo alcuni, però, lo sanno.

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postato da cominciare alle ore 09:02
domenica, 18 febbraio 2007

 

il mare è calmo, come lo potrebbe essere quello oceanico

è del color del cielo, perchè il mare è come l'anima: assorbe e nel contempo riflette

la volta celeste è perfetta, vellutata, cangiante come d'altronde è nella sua natura.

la sabbia è fine e accompagna il mare nei giochi ingenui di finte trasparenze.

ecco.

sembra che non sia niente

e invece è il tutto,

perchè quelle poche case costruite disordinatamente, ma pur sempre con una loro logica

perchè l'assenza delle barche in mare,

quel pontile vecchio e arruginito

che sempre taglia l'orizzonte di nero-controluce,

perchè quella miriade di legnetti secchi incastrati nella sabbia

a differenza del tronco rotto e mezzo annerito dall'umido

e che ora è sdraiato pigro nella battigia al freddo sole

tutto contribuisce a fare di questo luogo una qualsiasi spiaggia.

Tutto è casa e mondo insieme.

la roccia, la sabbia, il mare

è roccia, sabbia e mare ovunque.

verrebbe da chiedersi quale sia il senso della vita

e invece

in mezzo a questa verità che non ha bisogno di essere spiegata

il pensiero si perde nella profondità

dell'ammirazione

senza aver bisogno di aggiungere niente

a ciò che è semplicemente quello che è

da sempre e ovunque.

 

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postato da cominciare alle ore 18:51
martedì, 13 febbraio 2007

non esiste amore maggiore

nella pietà

nella passione

nella tenerezza

nel desiderio di aiutare il prossimo

nella compassione

di quello che si prova in battaglia

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postato da cominciare alle ore 13:35
domenica, 11 febbraio 2007

 

   T ' a m o   a   m e t à

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postato da cominciare alle ore 13:23
venerdì, 09 febbraio 2007

per la prima volta vorrei essere una anziana signora
che, dopo aver percorso la strada della sua vita,
resta ingabbiata solo
dalla prigione dei suoi anni
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postato da cominciare alle ore 13:15
venerdì, 09 febbraio 2007

------------------------------------------------------------------------------------------------------------o si è o non si è
 
è una linea sottilissima
che traccia un confine indelebile
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postato da cominciare alle ore 13:12
venerdì, 09 febbraio 2007

... è solo che 
 lo stupore parte da me
e dentro me finisce
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postato da cominciare alle ore 09:12
venerdì, 09 febbraio 2007

…forse ora basta!
 
Osserva, Titti, la pomposità delle persone famose;
vedi come vengono circondate dalle acque del tedio?
Quale può essere il motivo
sano e giusto
per il quale pretendi di piegare
un torrente selvaggio
alle assurdità spontanee
e di pochi istanti?
(se quegli istanti sono esistiti
erano solo un dono divino)
Perché insisti a scrivere?
Perchè pubblicare i tuoi pensieri,
la tua misera saggezza?
per soldi, fosre?
Questo lo sappiamo entrambe,
è fuori discussione.
Per le critiche?
Ma rifletti,
i pensieri più belli sono stati quelli che hai regalato,
quelli che non sai neanche se poi, qualcuno li ha gettati nel cestino.
.....ma io non ho scritto questo post per saggiare il vostro affetto!

ho scritto questo perchè continuare a pensare non mi insegna nient'altro che a pensare, perchè il pensiero a volte è infido e svia la persona dal suo obiettivo primo, perchè è facile dimenticarsi di essere umile e di contro è così dolce cadere nella tentazione di credersi più di ..."uno".
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postato da cominciare alle ore 17:43
martedì, 06 febbraio 2007

Un filosofo produce idee, un poeta poesie, un prete prediche, un professore manuali. Un delinquente produce delitti.

non è tutto così facile

non si può sempre sperare di

trovare una soluzione semplice per ogni cosa

poi c'è la vita

quella reale

quella disegnata dalle persone che la vivono veramente

e non per giocare

o per divertirsi a vedere cosa si può essere se...

se cosa?

Quale significato ha il "sè"

che non è più un ipotesi, ma un essere

che ama o odia

o ancora ripensa sul mistero del mondo.

uno che siede solo,

tagliato fuori da tutto ciò

che non sia la notte,

l'intimo, la disperazione.

qui quando il sole tramonta

fa tanto, tanto freddo.

 

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postato da cominciare alle ore 17:33
lunedì, 05 febbraio 2007

P i a n o s a
 
I miei occhi si aprono
Li giro verso cieli limpidi
Poi il mio sguardo attraversa il cristallo del mare
Cammino
Cammino lungo strade appena accennate
fra le mura consumate dal dolore
nel silenzio di una città morta
Indietreggio poi riprendo i miei passi
Corro, canto, urlo
Nessuno mi può sentire
Nessuno mi vede
In questa lingua di terra abbandonata
Lontana
 
 
Come sono stupidi e piccoli
i problemi
i miei
quelli degli altri
quelli finti
ma terribili
 
se poteste essere qui
capireste
la forza della natura
l’unica che mi testimania
d'essere sveglia
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postato da cominciare alle ore 19:10
domenica, 04 febbraio 2007

mercator.csail.mit.edu/.../FAF05_Pianosa_016.jpg

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postato da cominciare alle ore 10:07
sabato, 03 febbraio 2007

Scrivo dunque, ora che so l’uso delle parole
.
ma senza più l’assurdità della giovinezza
.
quella che mi regalava l’incoscienza
.
di saper andare a ruota libera.
.
Non so più essere sciocca,
.
o fare i miei cari errori di grammatica
.
e lasciare lo stile libero
.
di correre fra le rabbie e gli amori
.
anche se il mio spirito si sporge
.
in fuori per vedere se poi ci sia davvero
.
qualcuno in grado di afferrare
.
di prendere con decisione e coraggio
.
e non solo di guardare e
.
mai, mai arrivare più vicino con il dito
.
che allo sfiorare di una lettera.
.
by photomemories
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