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postato da cominciare alle ore 22:08
martedì, 30 gennaio 2007

Lettera aperta  (tre)
 
 
Hai mai conosciuto
la delicatezza dello spumare
che orla di bianco il mare
in quel frangente in cui il sale
cerca di separarsi dall’acqua
e poi torna a penetrarla?
La continua mescolanza
di questi semplici elementi
li rende due perfetti amanti.
Ebbene caro Uomo
prima di cominciare a parlare di te
devo confessarti
che io per prima possiedo tutti i difetti
naturali e acquisiti
che scoprirai
distorcono e invalidano
tutto ciò che ho da dire
su di te.
Sai bene che non può esistere una parola di verità
dietro la maschera che spesso indossi
per recitare una parte romantica o realistica
all’avanguardia o leggermente superata
moderna o conservatrice
perché non c’è niente di male in tutto questo;
anzi, nulla ha valore sotto queste vesti
che tu chiami corazze.
Piuttosto pensa a te
come un essere modesto
e meno spettacolare
(bada bene di non confondere
questo termine con fragilità
o ancor peggio con delicatezza)
e a mio avviso molto più interessante;
pensa dunque ad un Uomo poeta
nella cui anima possano vivere
tutti i poeti del passato
e dalla quale nasceranno tutti
i poeti delle epoche a venire,
In te ribolle il sangue e la penna
dell’essere più antico complesso e continuo
di questa terra
e per questo ti prego
di trattarti con rispetto
di pensarci due volte prima di mascherarti
e di sorprendere te stesso
dentro l’atto più umile
del tuo puro pensiero.
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postato da cominciare alle ore 09:35
martedì, 30 gennaio 2007

anzi Francesco...
ripensandoci e rileggendo le tue parole
sai che ti dico?
che sono così stufa di questi uomini di paglia
così spavaldi nell'aspetto
così forti fuori
e poi così inesistenti dentro...
così miseri e immobili
in ciò che si richiederebbe da una persona
che vale la pena
fare chilometri
per incontrarne uno che invece
ha dalla sua parte il coraggio
di essere un uomo
uno vero
un cavaliere che sa usare la spada
e sconfiggere i draghi della sua anima
e poi si perde
in atteggiamenti forse goffi
come li interpreti tu...
io invece potrei parlare per ore di lui
e non stancarmi mai
di come sa sorprendere
con le sue espressioni fragili
e meravigliose.
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postato da cominciare alle ore 08:26
martedì, 30 gennaio 2007

... e poi non riesco ad essere assente

a non usare i miei occhi

per guardarti anche quando non sei con me

a non parlarti stando in silenzio

e non riesco proprio a non immaginare il tuo profumo

anche quando sono solo avvolta dall'odore della mia vita

Sorrido piangendo di dolore

e ti amo anche quando non ti amo

... e poi non ho potuto più sprovvivere

poi  ho guidato tutta la notte per raggiungerti

 

 

 

 

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postato da cominciare alle ore 18:50
lunedì, 29 gennaio 2007

non so il perchè di così tante cose che analizzarne solo alcune 
                                                                                                             mi spaventa tremendamente
                              e spesso mi sento fragile fuori
                                                                                    e forte dentro
Mi guardo attorno senza capire
                              la forza di una leggerezza
                                                        che si è fatta tempesta attorno a me
e che mi fa sentire tanto lontana fuori  e così vicina dentro
                                                                                            Chiudo gli occhi per fermare un mondo che gira troppo mentre io resto al centro di questo vortice e immobile
                                                          ascolto questo futuro che si sta costruendo tra sponde di fango e
mari dentro cui annegare


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postato da cominciare alle ore 10:34
lunedì, 29 gennaio 2007

il rumore aumenta,

prima era quasi silenzio e poi

lento

il rumore diviene gemito

si trasforma in disordine.

quando si guarda la strada risvegliarsi

la si osserve sempre come se fosse la prima volta che accade

con quell'espressione in volto allucinata e sveglia

Il rumore dei motori si moltiplica

il movimento anche,

come un equazione matematica riproduce un ingorgo

il fiume di luci ha invaso infine la via

creando a volte

delle lacerazioni d'asfalto vuoto

una mescolanza di colori nelle loro variabili di direzione

e la risalita brutale della loro presenza fino a giungere alla mia finestra.

Un gemito silenzioso e animale

prende possesso dei battiti del mio cuore

mentre il suono del mio tamburo va a congiungersi

con quello dell'uomo che amo

col gemito del suo sonno

con la vertigine che mi spinge verso questo vuoto

Resto immobile per ore

affacciata verso la vita

fino a quando questa non si dilania

confondendosi con la foschia del sole invernale

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postato da cominciare alle ore 08:03
lunedì, 29 gennaio 2007

Estroverso, solare, allegro: Qualcuno si sta affermando nella vita. In questa sua prima intervista ci parla di sé, della sua carriera e dei suoi hobby…
 
Qualcuno in breve:
Qualcuno De Fesso,nato il 29 febbraio 1977 (Acquario) a Làsina, provincia di Cagliari. Il suo sport preferito è il nuoto in apnea. Tra le sue aspirazioni:poter cambiare anche il suo cognome in De Gesso. Lo incontriamo nel suo meraviglioso salotto.
Se oggi dovessi fare un bilancio della tua vita?
Posso ritenermi un uomo fortunato, perché sono arrivato ad essere qualcuno. Ma non è sempre stato così. Anzi.
Vuoi raccontarci come sei arrivato al tuo successo?
Partecipai al congresso: “Il significato del passato nel presente”. Capii che se volevo avere successo dovevo cambiare il mio nome all’anagrafe: da Nessuno divenni Qualcuno. Mia mamma pianse molto e non mi parlò per anni. Ora è contenta!
Basta parlare di lavoro, chi sei nella vita di tutti i giorni?
Sempre Qualcuno!
E i tuoi hobby?
Nessuno! Non ho tempo per loro. Sa come accade quando si diventa famosi!
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postato da cominciare alle ore 09:17
domenica, 28 gennaio 2007

 L'abominevole vita normale

non crediate...ognuno ne ha una che porta in tasca

.

mentre il tempo consuma l'ossigeno della tua vita

schiavizzando il tuo corpo dentro le sue equazioni

sono certa che la tua anima è altrove

e libera ti dona la chance di una seconda possibilità.

Tu sai il valore di possederne una

e non permetterai mai a nessuno di rubartela.

 

 

 

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postato da cominciare alle ore 08:40
domenica, 28 gennaio 2007

Stanotte volevo ubriacarmi.
Ma quando ne ho voglia mi capita di poter deglutire
più di mezza bottiglia di rhum, un sorso dopo l’altro
e niente, sono solo mezza brilla.
Un uomo di mezza età si avvicina al bancone
e mi sbiascica una mezza frase tipo:
“C’è di che bere.”
e lascia cadere accanto al mio bicchiere il giornale di oggi.
“Sinceramente non capisco niente di politica”
gli rispondo con un sorriso.
Non mi vergogno ad ammetterlo
tanto che non mi sforzo neanche più a leggerli.
Mi dispiace cari giornalisti,
è inutile che prendete appunti,
inutile che vi accaniate a scorrazzare
per il mondo in cerca di scoop
tanto non vi autorizzeranno a stampare il vostro articolo.
Invece le redazioni si impuntano
nel sciolinare una serie di movimenti strategici striscianti
di cui noi non capiamo il senso.
La serata è noiosa, e quando va così è meglio stare sole.
Senza pensarci troppo torno a casa e
mi immergo dentro al sito del Corriere della Sera
È a quel punto che finalmente la mia mente
ha iniziato una strana equazione:
non bisogna leggere un quotidiano al giorno,
non serve,
bisognerebbe leggere un anno di notizie giornalistiche
tutte assieme, allora riusciremmo a capire la nostra storia
sapremmo bene dove la politica ci vuol guidare.
.
Non ho dormito per tutta la notte
al pensiero di come potermi difendere
da tutto ciò che è
ovvio, sciocco e vero
.
(e devo ringraziare due italiani che hanno trascorso con me tutta la notte: Sabrina Guzzanti e Turio Colombo. Devo ammettere due ottimi compagni)
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postato da cominciare alle ore 15:19
sabato, 27 gennaio 2007

ho imprigionato il miracolo di un tempo 

dentro le pagine di un romanzo,

perchè potesse essere eterno

(questo è ciò che impone la scrittura),

non sapendo che

lei a sua volta mi avrebbe rubato

quello stesso tempo

che era il mio miracolo

.

Nella pittura questo non accade,

si ha una visione dell'emozione,

delle assenze, del dolore

(se mai queste avverranno)

in una curva del tempo istantanea.

.

 vorrei evadere da questo vuoto,

che mi tormenta

ritrovando il ritmo giusto

per continuare ad amare

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postato da cominciare alle ore 14:45
sabato, 27 gennaio 2007

Alcuni nascono così
Con una bellezza che toglie il respiro stesa sulla pelle.
Ci si domanda perché debbano diventare grandi,
perché si trasformino in quei mostri dalle gambe lunghe,
quando invece sono già al culmine della loro promettente vita.
C’è chi ha il genio della matematica,
che è selvaggio e passa le sue ore sopra gli alberi
Chi ha la bocca troppo grande, ma le dita promettenti,
chi è buono e spiazza l’animo duro della gente,
ma tutti, tutti hanno un piccolo miracolo addosso.
Non ci sono
ed è vuoto, un attimo dopo
spalancano la porta
ed eccoli
sbalorditi e sveglissimi.
Basta un gioco da pochi centesimi
per renderli felici.
 
Alcuni di loro
dovrebbero restare eternamente piccoli
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postato da cominciare alle ore 16:34
venerdì, 26 gennaio 2007

intervesta ad un povero diavolo
.
.
.
.
.
.
Come se la passano giù all’Inferno i nostri amici?
Benone: hanno una villetta termo autonoma con pozza vista male,
e anima- tori sempre disponibili per ogni loro esigenza.
.
Qual è la cosa che vi dà più soddisfazione?
Quando vi mandate al diavolo da soli.
.
Il passatempo pre- ferito?
Il giardinaggio: seminiamo zizzania ovunque!
.
Cos’è il peccato per voi?
Ah Ah! Le faccio un esempio: cinque minuti fa le ho rubato il suo bellissimo portafogli dalla tasca,
però ho scoperto che era vuoto… …peccato!
.
Perché si usa dire: Le donne ne sanno una più del diavolo?
Perché invece voi spendete tutti quegli euro per comprare uno stupido anello di fidanzamento?
.
Infine qual è il suo piatto preferito?
Senza dubbio è l’Animella flambé!
.
.
.
.
effetto del rhum...eh eh
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postato da cominciare alle ore 20:48
giovedì, 25 gennaio 2007

 

si vola ed è bello stare per aria
senti il vento sfiorarti ovunque
e quel senso di vuoto
quel precipitare come le situazioni
come la vita che ti passa davanti
che è sempre più veloce di te
e c’è una incognita
il senso dell’esplorare una dimensione
che non ti appartiene
che pur sempre in quel momento è solo tua:
è la paura
la voglia di gridare al mondo
che tu sei lì in alto
che guardi ciò che si può vedere solo da lassù
e che là lascerai
perché è solo del cielo
e poi
così
tutto d’un tratto
inevitabilmente termina
velocissimamente
tutto finisce
e ti lascia sospesa
non sei più fra le nuvole
non sei viva a Dio a terra
ma sai che tutto è finito
la magia ha una vita breve
la tua voglia no
e sono i piedi questa volta
ad essere i saggi della storia
prima accarezzano l’erba
che c’è
e non c’è
e si diverte a sparire e riapparire
poi torna ed è un po' più dura
poi è l’aria a non esserci più
e senti il peso del tuo essere
ecco cosa c’è di bello nel stare in alto
che poi posi i piedi per terra
è in un attimo ti rendi conto
della grandezza del tuo volteggiare in aria
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postato da cominciare alle ore 19:05
martedì, 23 gennaio 2007

La notte non dormivo
 
Provavo a pensare ad una guerra senza un nemico da combattere, un campo di grano senza cavalieri
Impossibile, non si può essere un generale senza avere un plotone scaltro da sconfiggere, senza il fragore delle bandiere che delimitano i due confini da proteggere, senza un po’ di dolore.
Il nemico è una preda e ti guarda fiero negli occhi mentre combatte con te, è una vittima vestita di bianco e i suoi capelli danzano con la sua spada, in fondo è un amico e vorresti che il duello fosse fiero e degno dell’onore che merita
 
Pensavo ad un amore da non dover conquistare
Inaccettabile immaginare che è già tutto alla portata di un dito, con un sorriso inscatolato e un colletto sempre bianco per cornice.
La conquista è paura, è attesa, è fermento ed un tamburo per cuore, è il gusto della cioccolata prima di metterla in bocca, è la spina della rosa che ti mostra il colore del suo petalo.
Non mi sono amata mai così tanto come quando mi predispongo per amare qualcun altro.
 
Ho provato a togliere lo spirito maligno dalle persone,
E ho pianto nel vedere il loro sguardo spengersi lentamente, mentre un color pastello tingeva le loro case, gli abiti, i loro capelli; un mondo fatto di pezza perdeva la profondità degli orizzonti.
La malizia è la madre del desiderio è l’idea di nobilitare l’uomo attraverso l’energia della collera, è odio quindi è passione. Non sono capace di amare senza provare odio, non posso odiare senza lo spettacolare appetito del piacere.
 
Ogni notte prego sempre di non perdere
Le uniche parole capaci di darmi la forza di proseguire il mio cammino,
la vita è una lotta e il suo conseguimento può anche essere solamente scritto.
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postato da cominciare alle ore 18:56
lunedì, 22 gennaio 2007

Ho sempre fame
Mangio e non mi sazio
e mentre mastico un boccone
penso già al successivo con un avidità
che mette paura anche ai diavoli
Un boccone scotta,
il suo morbido calore
scorre per la mia spina dorsale,
avvolge le mie spalle
e mi ricorda l’inverno, la neve
che stiamo aspettando e che forse non verrà
Uno è dolce come il miele
fresco come la panna montata
morbido come il bacio di un uomo
Ancora uno piccante
e mi fa lacrimare
mentre il sapore punge la lingua
e arriva alla mente prima del suo profumo
così spigoloso eppure
eppure è un gioco è un contrasto
è la guerra che si smorza col tempo
col vino della pace
col sorriso d’imbarazzo e una mano
la mano timida si avvicina al naso
con una smorfia si aspira l’aria
ed è sole, è tradizione, è il volto antico di una donna
i panni stesi al vento è mare è musica
il piccante è il mondo che ti entra dentro
un boccone tira l’altro
e ti solleva dalla sedia
ti fa dimenticare i dispiaceri
e poi arriva il salato
che è un conto in sospeso con la vita
che ti ricorda che sei stata troppo avida
che hai voluto tirare la corda
troppo sapore
è l’evidenziatore del sapore
è la frusta della punizione
e lo stomaco urlerebbe
la parola fine
lo stomaco si accontenterebbe
è la parte modesta di te stesso
ma la bocca è la rivoluzione
si è alleata con il piacere
e non demorde,
chiede, pretende, comanda
ha sempre fame,
Lei.
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postato da cominciare alle ore 13:11
lunedì, 22 gennaio 2007

e poi si scivola

non si sa cosa fare

e allora ci si ripiega su noi stessi

come un fiore vissuto troppo

che s'incurva

si frantuma in piccoli pezzi che volano via

ad uno ad uno

seguendo la danza del vento

come i piccoli incidenti della vita

come l'onda che trasporta in alto la sabbia

e poi la ributta con un tonfo

e c'è chi guarda dentro alle tasche se è lì

che ha messo le chiavi della macchina

siamo tanto arditi nel pensiero

e poi

così vigliacchi nella vita

per quale strano motivo

si riesce ad essere così autorevoli

e così ridicoli?

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postato da cominciare alle ore 08:14
lunedì, 22 gennaio 2007

mi sarei messa a piangere.

Era brutto, ma no, che dire era orribile.

Non scorreva, non portava a nessuna emozione,

non viaggiava dentro quell'etera leggerezza dei colori

che spingono l'anima altrove rubando i battiti del cuore al petto.

Forse sarebbe servita più concentrazione

ed un controllo del pensiero

preso a difendermi dall'uomo

che invece si era avvicinato a me in cerca di simpatia.

 Quell'alito suo maschile mi riscaldava il collo sgretolando la terra sotto alla mia sedia,

corrodendo il tempo e con lui la mia concentrazione.

Ma la cosa che mi infastidiva maggiormante era il pensiero

che in quei momenti non ero affatto migliore di lui.

Solo avrei voluto inseguire la mia fantasia

con così tanta mancanza di considerazione

per i suoi sentimenti,

da strappare i veli sottili della cortesia.

Ma lui non sa vivere alla rinfusa come me

non sa cosa significhi tracciare il fuoco e fare l'amore con le nuvole

e impaziente aspetta la sua dose di riguardo.

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postato da cominciare alle ore 17:51
domenica, 21 gennaio 2007

Non esiste niente di plateale,
non un gesto,
un atteggiamento
che riesca a rovinare l’armonia
di un genio intento a stendere la sua opera.
Non c’è premeditazione,
non avarizia,
né necessità di alcun tipo.
Non c’è fame,
fretta di arrivare,
bramosia.
Solo l’umile e istintivo impulso
che guida
unisce
mano e mente
senza muscoli intermedi,
senza una soluzione finale,
né aspettative…
o che so,
finte illusioni.
Finisce e ricomincia sempre
con l’identica tensione
di restare sospeso
tra la velocità della sua mente
e la fatica fisica del gesto.
Per mille che ne finisce
forse cento le riterrà interessanti,
ma poi la mente
è andata così oltre
che tutto diventa
inevitabilmente
passato.
Cosa c’è da capire
di una montagna
che ogni volta che la guardi
è cambiata,
ogni passo che hai compiuto
verso la sua vetta
l’ha resa
solo più alta?
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postato da cominciare alle ore 14:06
venerdì, 19 gennaio 2007

Dunque perdo la mia carta di credito,

corro al super dove ho appena pagato,

corro ancora a cercare il numero per bloccarla;

mi dicono: serve una denuncia dai carabinieri.

Guardo l'orologio,

sbuffo, disdico un appuntamento

e corro dai carabinieri.

Fila, spiegazioni mi trattengono:

ha troppe denuncie per smarrimento e furto di carte di credito,

accertiamo.

E aspetto,

poi con un mezzo sorriso (che non capisco) mi salutano.

Ancora dieci minuti per la chiusura della banca:

cosa faccio:? corro.

Titti ma cosa hai combinato questa volta?

è l'impiegato che è stato chiamato dai carabinieri durante gli accertamenti.

Per fortuna c'era lui a testimoniare che la mia testa è sempre su marte.

(e capisco ora quel mezzo sorriso di prima)

chiudo la mattina così, ma mentre sto per iniziare a correre a casa

il solito santo impiegato mi richiama:

Titti stai dimenticando la tua denuncia...

altrimenti dovrai denunciarla per smarrimento!

fine

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postato da cominciare alle ore 13:45
giovedì, 18 gennaio 2007

essenze...

                     evanescenze

                                                 incandescenze

                                                                                

sono nata fra la sabbia del tempo e uno specchio d'acqua. Cosa c'entrà? tutto vi rispondo, fino all'ultimo granello di sabbia. si è per la terra che ci ha accolti. le mie radici sono là insieme a quella piccola oasi di Ica dove mi sono sussurrata fra me e ancora me proponimenti  irragiungibili (forse anche inammissibili) e per questo erresistibilmente eterni, là dove ho compiuto gesti sconsiderati e affidato al vento la mia infanzia. In quello specchio d'acqua ho imparato a pattinare con la fantasia, e il mio sonno è stato cullato dai giochi d'ombra che il verde prepotente si è divertito a fare col sole e la sabbia (quanta sabbia) la sabbia custodisce ogni mio segreto, la sabbia è la mia mamma, la mia compagna di giochi.

un mio amico mi ha detto: in Brasile ho incontrato milioni di Titti. Mi ha detto: non ricordo molto, ho mille fotografie, ma mi è rimasto il calore e la gioia delle persone. Io non ho potuto dire niente ma ho pensato che un giorno tornerò a casa.

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postato da cominciare alle ore 09:33
giovedì, 18 gennaio 2007

la fine è sempre una sazietà

equivale ad un otre ricolmo e

incapace di contenere ancora

quasi straborda di emozioni e

satura la persona fino a renderla

inspiegabilemente insofferente

(instabile e ballerino sentimento per dir la verità

in quanto al suo culmine

quasi ci si pente di provarlo)

la fine è forza e gioia

di sapere che seguirà un breve tempo di pace

prima della prossima battaglia

la fine è un evento insostituibile

è lo spazio per qualcosa di nuovo

è la vita che prosegue.

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